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L’angolo di Mister volante

ALLENAMENTO?

di Alessandro Toso

 

Sto facendo colazione, e mentre intingo una quantità inusitata di Gocciole dark nella seconda tazza di caffelatte del mio primo mattino, penso alla squadra del Revine. Sono vecchi quasi quanto noi, ma a differenza dei miei dopolavoristi, loro hanno un approccio alla Arrigo Sacchi verso il football, e questo me li rende istantaneamente antipatici. Intanto fanno la preparazione atletica, e poi ti aggrediscono come cagnacci da guardia dalla momento in cui il pallone esce dall’area difensiva.

Per fortuna il pressing non è un compagno di viaggio ideale, quando la carta d’identità segnala che hai superato i quaranta, apposta non finiscono mai la partita con gli stessi effettivi con cui l’hanno cominciata. Strappi, contratture, mi sa che i fisioterapisti di quelle parti sono più ricchi dei dentisti, a forza di rimettere a posto vecchie cariatidi. Però giocarci contro non è mai divertente, soprattutto se i tuoi attaccanti hanno nel cuore il calcio romantico del dribbling a tutti i costi.

Il telefonino vibra un paio di volte sulla tovaglietta a quadri, poi si acquieta. Un messaggio. Vediamo chi mi scrive a quest’ora?

Mister non ce la faccio. Caviglia gonfia. Sorry!

Pancho. E la sua ennesima scusa per saltare allenamento. Oggi però dovrei ringraziarlo, perché mentre mi viene in mente il modo migliore per rispondere, sento un sorriso schiudermi le labbra. E questa è una cosa che non avrei creduto possibile fino a un attimo fa.

Nessun problema Pancho. Mi mandi una foto via whatsapp? Così vedo come stai?

Riappoggio il telefono sul tavolo, finisco di bere il caffè, mangio un altro biscotto. Da qualche parte, seduto nella sua vecchia Audi A6 station wagon, il mio bomber sta pensando. Sa perfettamente che continuando nel suo bluff rischia di saltare la trasferta di Revine, ché una caviglia gonfia il martedì non guarisce nel giro di pochi giorni, specie se ci devi camminare sopra. Nel tempo perso tra una donna e l’altra, infatti, Pancho fa il rappresentante di liquori, cosa che lo obbliga a macinare chilometri e a riempirsi di robaccia dalla mattina alla sera. Tramezzini, polpette, spritz, patatine rubacchiate nelle ciotole dei banconi di mezza provincia. Ecco perché è grasso come un maiale. Però quella della caviglia infortunata non gliela passo, se appena qualcuno degli altri si rendesse conto che gli faccio certi favori sarebbe la fine. Perciò adesso voglio proprio vedere come ne esce.

Mister, ti xe implacabile; pexo de Brunetta!

Ecco come ne esce. Senza insistere, né smentire. Cervello fino, il mio numero nove. Peccato che corra meno degli omini del calciobalilla. Chissà come avrebbe fatto Bearzot alle prese con uno come lui?

Sei troppo importante. Stringi i denti vecio, ti aspettiamo stasera.

Il contentino ce lo metto perché al talento bisogna sempre inchinarsi. Pancho è uno che nella vita ha scelto di privilegiare il minimo sforzo rispetto al massimo risultato, e rispetto a tanti mussi che ho conosciuto questo è un atteggiamento da premiare.

Grande mister!!!

Appunto. Se gli andava bene saltava uno dei due allenamenti settimanali, che poi consistono in qualche giro di riscaldamento e una partita giocata sul lato corto del campo, e domenica prendeva comunque posto al centro del nostro attacco. Così non ha perso la faccia e – bonus non trascurabile – stasera ha la possibilità di esibirsi in uno dei suoi numeri preferiti, la finta zoppia mista all’espressione sofferente. Entrambe, peraltro, svaniscono come neve al sole appena il pallone gli arriva tra i piedi. Allora, il mio numero nove viene animato da una strana frenesia fanciullesca e, incollato lo sguardo al prato verde, parte per una delle sue galoppate senza destinazione. Ce ne fossero di più, di giocatori come Pancho. Magari il calcio sarebbe qualcosa di diverso dal circo che è diventato da qualche anno a questa parte.

Il pezzo qui sopra è estrapolato, arricchito ed estratto da La ragazza del Bar Centrale, di Alessandro Toso, pubblicato l’anno scorso per Bottega Errante. Oggi viene pubblicato anche dagli amici di https://portierevolante.com/