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Un sogno per tutti

Giovanni Invernizzi

 

 

Agosto 1970.

Giovanni Invernizzi ha compiuto 39 anni e di certo non immagina lontanamente quello che da li a pochi mesi gli sta per accadere.
Nel 1960, dopo l’arrivo sulla panchina dell’Inter del Mago Herrera, Invernizzi fu ceduto al Torino, pochi anni ancora da calciatore per poi tornare sempre all’Inter come allenatore della primavera nella stagione ’64-’65.

La sua estate è una qualunque, è l’allenatore della primavera dell’Inter, squadra in cui aveva giocato dieci anni prima e di cui era stato capitano.
Per un allenatore, lo sappiamo bene, l’estate è sempre piena di pensieri, di aspettative e di speranze a prescindere dalla categoria, un campionato è sempre un campionato.
La prima squadra dell’Inter questo campionato lo comincia davvero male, nella prima giornata, a Verona, perde la partita 2a1, come chiunque di noi ha allenato sa, una sconfitta brucia ma non se ne deve mai fare una tragedia, nessun allarme.
Purtroppo per Heriberto Herrera le cose nelle giornate successive non migliorano, alla quinta giornata c’è il derby, la squadra ha ottenuto solamente due pareggi e quella partita non si può sbagliare.
Sconfitta per 3a0 contro i cugini, Herrera viene esonerato, e qui incomincia la favola che ogni allenatore al mondo sogna.
Invernizzi viene messo alla guida della prima squadra, ma lui non si illude, chiede alla dirigenza di poter tornare, in caso di fallimento, ad allenare nel settore giovanile.
L’esordio è promettente, vittoria per 2 a 0 in casa sul Torino, il cambio in panchina sembra aver dato la scossa alla squadra.
La settimana dopo purtroppo l’Inter perde a Napoli ma la prestazione è convincente, Invernizzi intuisce che la squadra c’è e che si può puntare in alto.
Il Napoli dopo 7 giornate è primo a 13 punti seguito dal Milan a 12, la sua Inter di punti ne ha soli 4 ed è penultima a pari punti con la Lazio.
Qui inizia la favola di Giovanni Invernizzi, un allenatore catapultato in prima squadra quasi per sbaglio e che si ritroverà a scrivere un pezzo di storia.
Nelle successive 5 gare l’Inter fa un filotto risalendo, giornata dopo giornata la classifica, Invernizzi ha recuperato alcuni giocatori messi ai margini dalla vecchia gestione, il gruppo lo segue e ha rivitalizzato un ambiente che sembrava a terra. E’ quinta in classifica a 5 punti dai cugini e 4 dal Napoli.
Alla diciannovesima gara il Milan non cede un punto, sono sempre 5 quelli che dividono le 2 squadre ma alla ventesima ecco lo scontro diretto, la partita che proprio all’andata era costata la panchina ad Herrera.
La partita è quella che può segnare una stagione, se non per la classifica sicuramente per il morale, perdere vorrebbe dire abbandonare il sogno di una rimonta fantastica, vincere…beh, vincere è sempre bello.
L’Inter fa suo il derby con un netto 2 a 0 la classifica ora dice Milan 30, Inter 27 e ancora 10 gare da giocare, tutto è possibile.
Dopo solo tre giornate arriva l’aggancio, il Milan perde in casa col Varese, l’Inter va a vincere a Catania.
A quattro giornate dalla fine le due cugine sono sempre a pari punti, ma Invernizzi, l’allenatore della primavera, aveva stilato mesi prima una tabella per il recupero e, come spesso accade nelle favole, la tabella funziona.
Il 23 maggio del 1971 Giovanni Invernizzi vince il campionato di serie A, solo 10 mesi prima una cosa impensabile, un sogno che diventa realtà.
Invernizzi deve essere un riferimento per ogni allenatore ed un esempio per tutti i dirigenti.
Esistono tantissimi allenatori che aspettano la loro occasione e se gli viene concessa possono fare qualunque cosa.