NUMERO UNO – ALLA SCOPERTA DEL RUOLO DEL PORTIERE

16° puntata: i calci di rigore visti dal punto di vista del portiere. Qualcosa in più di una questione di fortuna

I rigori sono stati protagonisti del calcio in tutte le competizioni, dai mondiali al campionato amatoriale, e l’eterno dibattito che fa discutere è “ci si può allenare sui rigori?” oppure “Si può indovinare il lato dove verrà calciato il pallone?” oppure “E’ questione di fortuna?”.

Non esiste una formula magica. Ci sono diverse strategie, alcune più utilizzate rispetto ad altre nel mondo del calcio. Un calcio di rigore è un momento molto importante e determinante all’ interno di una partita. Le variabili che influenzano l’esito di un rigore sono: tiratore, portiere ed agenti esterni. Vediamo, nel dettaglio, questi differenti fattori:

1 – IL TIRATORE. Nel momento in cui si analizza un calcio di rigore e si cerca una strategia pe affrontarlo la prima informazione da conoscere per il portiere è sapere chi si troverà di fronte. Non è lo stesso se una squadra ha un unico incaricato di battere i rigori o ne ha diversi oppure se l’attaccante di riferimento della squadra si sta giocando il titolo di capocannoniere e quindi potrebbe battere il rigore al posto del tiratore predefinito oppure se il tiratore è in panchina oppure ancora se l’avversario è la prima volta che calcia un rigore. Non c’è un’ unica strategia affrontare i rigori, pertanto la prima cosa importante è capire chi calcerà il rigore.

Ci sono diversi tipi di tiratori:

a – tiratore “esecutivo: quando calcia il rigore è solito indirizzarlo sempre nello stesso punto, la sua rincorsa verso la palla è costante e non utilizza finte e non guarda nemmeno il portiere. Di fronte a questo tipo di tiratori le finte da parte del portiere non sortiscono alcun effetto che può condizionare chi sta battendo ;

b – tiratore “percettivo”: è quel tipo di tiratore che decide al momento dove calciare il rigore. Si possono descrivere due sotto categorie riguardo a questo tipo di tiratori:

b.1 – tiratore “percettivo” che aspetta un primo movimento del portiere: si limita ad aspettare un movimento del portiere e poi calcia dalla parte opposta ;

b.2 – tiratore “percettivo” influenzato: decide al momento come calciare, a seconda del risultato e del momento della partita.

2 – IL PORTIERE. La prima cosa che deve aver chiara è che non ha nulla da perdere. La probabilità di parare un rigore è del 10% circa e, pertanto, la responsabilità sull’ esito è più legata al tiratore. Ci sono diversi momenti chiave che riguardano il portiere durante l’esecuzione di un calcio di rigore:

a – il momento precedente: è il tempo che passa tra quando l’arbitro assegna il calcio di rigore alla squadra avversaria fino al momento in cui il tiratore sistema la palla sul dischetto. Il portiere deve cercare di far di tutto per distrarre o confondere il tiratore in quegli istanti. Più tempo passa e più aumenta la pressione in chi tira e di conseguenza possono aumentare i dubbi, soprattutto se si tratta di un “tiratore percettivo influenzato”. Il portiere può utilizzare lo stratagemma di ritardare il posizionamento in porta oppure può cercare di “rompere” la concentrazione del tiratore parlandogli o mettendosi davanti al dischetto ;

b – il momento dell’ esecuzione del calcio di rigore: è il momento in cui l’arbitro fischia e il calciatore prende la rincorsa per calciare il rigore. Tiratore e portiere sono faccia a faccia. E’ il momento più importante e decisivo, dove il portiere dovrà capire tutto quello che succede. Ci sono degli “indicatori” che il portiere può analizzare per cercare di intercettare il calcio di rigore. Alcuni sono osservabili ed i più importanti sono:

1 – lo sguardo: è molto importante che i portieri fissino lo sguardo del tiratore perché possono ricavarne informazioni molto importanti. Nello sguardo il portiere può osservare paura, nervosismo oppure se il tiratore sta cercando di ingannarlo con lo sguardo. Alcuni tiratori utilizzano quest’ultima tecnica per far vedere al portiere dove pensano di tirare quando poi in realtà calciano dalla parte opposta mentre, in altre occasioni, soprattutto in alcuni “tiratori esecutivi”, lo sguardo è uno strumento per focalizzarsi e concentrarsi sul punto in cui intendono calciare il pallone ;

2 – la rincorsa: si tratta dei passi di avvicinamento del tiratore al pallone. Si la rincorsa è frontale c’è una grande probabilità che il tiro sia ad incrociare o al centro della porta. Se la rincorsa è diagonale c’è più probabilità che il tiro sia ad aprire ;

3 – il piede d’appoggio: nella maggior parte dei casi dove è direzionato il piede d’appoggio verrà tirato il pallone. Non è conveniente valutare solo questo indicatore per un portiere perché c’è veramente poco tempo di reazione ;

4 – l’anca: si può guardare anche l’impostazione dell’ anca nel momento in cui viene tirato un calcio di rigore. A seconda del tipo di rincorsa il calciatore dovrà aprire l’anca per calciare il pallone incrociandolo (anche se calcia con l’interno piede) ;

5 – il braccio: la posizione del braccio della gamba d’appoggio al momento del tiro può determinare se il tiro sarà potente o preciso e dove sarà indirizzato ;

6 – la superficie dove viene colpito il pallone: valutare questo indicatore può aiutare il portiere a capire se il tiro sarà potente o preciso.

Come affrontare, quindi, un calcio di rigore da portiere?

Le strategie con cui un portiere affronta un calcio di rigore possono fare la differenza. Vediamo quelle più utilizzate:

1 – analisi statistica: soprattutto nelle categorie professionistiche ma ormai anche in serie D ed in Eccellenza, dove circolano sempre di più immagini e video delle partite, si possono studiare le statistiche dei tiratori e soprattutto vedere come calciano e dove indirizzano i rigori ;

2 – sfida dello stimolo: nei momenti precedenti al tiro, come forma di condizionamento e sfida mentale, il portiere indica al tiratore il lato dove si tufferà (può anche bluffare) oppure può indicare al tiratore dove tirare il pallone ;


3 – tentativo di “ridurre” le dimensioni della porta: una persona può proiettare una misura o un’ altra a seconda della prospettiva dalla quale la si guarda. Mettersi qualche centimetro su un lato o qualche centimetro dall’ altro può far si che il tiratore veda uno spazio più grande di un altro, anche se la differenza non è significativa. Muoversi agitando le braccia può essere un altro metodo per cercare di “ridurre” virtualmente le dimensioni della porta e far si che il tiratore percepisca la figura del portiere più grande rispetto alla realtà ;

3 – Finte: esistono molteplici finte che il portiere può fare per mettere dubbi nella testa del tiratore. Si devono realizzare nel momento giusto, poco prima che il tiratore calci.

Il buon esito, per un portiere, della lotteria dei rigori dipenderà da diversi fattori ma quel che è certo è che l’analisi, lo studio e lo sviluppo di strategie può aiutare ad arrivare all’ obiettivo di neutralizzare o respingere un rigore. Anche i dettagli fanno la differenza.

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