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L’angolo di Mister volante

Il giovedì Special

 

Un giovedì dell’anno 2019, ore 16.25. È arrivato il momento di
andarmene dall’ufficio perché il giovedì è il giorno degli allenamenti
settimanali della Special.
L’orario di inizio è previsto per le 17.30, devo sbrigarmi perché
arrivare ad Arluno da corso Sempione richiede il suo tempo e i ragazzi
mi aspettano.
Oggi ho preparato un foglietto con gli esercizi da fare, o almeno con
quello che spero di riuscire a fare. L’ultima partita di campionato non è
andata molto bene, abbiamo pareggiato contro la squadra fanalino di
coda che non aveva ancora realizzato nemmeno un gol nei turni
precedenti mentre noi ci presentavamo da primi della classe.
Risultato finale 2-2. Nella squadra avversaria giocavano due ragazze e
la maggior parte dei miei non riusciva a fare altro che guardarle in
estasi dimenticandosi ogni mia disposizione. Giusto così.
Il giorno dell’allenamento è preceduto da una settimana di messaggi
sul gruppo WhatsApp della squadra, la maggior parte di questi non
riguarda gli allenamenti.
Matteo “DJ” mi chiede i nomi delle ragazze della squadra avversaria
di sabato scorso, Maurito vuole sapere se gli compro prima la
macchina o il motorino, Mirko non si ricorda gli orari dei treni per
tornare dal padre nel weekend. Giusto Mattia rimane sul pezzo e mi
chiede di spostarlo dalla difesa al centrocampo. Io prometto risposte a
tutti in cambio di un paio di giri di campo in più.
Arrivo in palestra con dieci minuti in ritardo e vengo subito preso
d’assalto dai miei ragazzi che prima mi abbracciano e poi mi cazziano
per la scarsa puntualità.
Mi cambio in un attimo e si comincia con i tanto temuti giri di campo,
appunto.
Ne chiedo almeno cinque fatti bene ma dopo uno e mezzo il gruppo si
è già sfaldato. Al termine si passa a una camminata veloce con respiri
lunghi per recuperare. I primi 15/20 minuti dell’allenamento sono
dedicati alla parte atletica. Scatti, addominali e stretching.
Dopo una breve pausa acqua tiro fuori il bigliettino con gli esercizi da

fare. Il programma prevede passaggi e tiri in porta. Immagino la
reazione dei miei giocatori. Sarò contestato sui passaggi ma al
momento dei tiri in porta si divertono tutti. Bastone e carota, sto già
prendendo spunto dai più grandi mister di sempre.
Con un po’ di fatica riesco a disporli su due file, uno di fronte all’altro,
e iniziamo alternando stop e passaggi col piede destro, poi passiamo al
sinistro, poi destro e sinistro di prima e torello finale.
Mentre concludono l’ultima parte della sezione passaggi predispongo
alcune file di cinesini ai due lati del campo. I ragazzi si rianimano per
un bell’esercizio di slalom e tiri in porta.
I due portieroni, Joshua e Tony, prendono il loro posto e per almeno
un quarto d’ora è un susseguirsi di bordate da ogni angolo del campo
mentre Joshua si raccomanda con i suoi compagni di non tirare né
troppo forte né troppo da vicino e Mirko chiaramente gli spara una
bomba da due metri. Per fortuna la mette all’incrocio.
L’ultimo quarto d’ora è dedicato alla partitella, praticamente il
momento più ambito da tutti tranne che da Mary: lei preferisce fare la
doccia con calma e mi chiede sempre di uscire almeno cinque minuti
prima.
Distribuisco le pettorine, convinco Mattia della sua importanza per la
squadra nel ruolo di difensore e mi godo tutti i progressi fatti dai miei
ragazzi grazie agli allenamenti del giovedì.
Mirko non passa il pallone nemmeno sotto tortura, Mattia si sposta
subito a centrocampo e Teo “DJ” continua a dimenticarsi
dell’attaccante da marcare perché i nomi delle due ragazze dell’ultima
partita ancora non glieli ho dati.
Dopo la partitella è il momento di tornare negli spogliatoi ma non
prima di un bell’abbraccio di gruppo con la raccomandazione di
andare a letto presto venerdì sera, perché sabato mattina si torna a
giocare in campionato e questa volta, per fortuna, non ci saranno
ragazze nella squadra avversaria.

Giovedì 24 Settembre 2020
Dopo i mesi del lockdown e il conseguente finale anticipato di
stagione sono tornato ad allenare i miei ragazzi.

È stato un allenamento un po’ particolare. Smart working e nessun
ritardo, mascherine d’ordinanza, termometro all’ingresso, colpi di
gomito e liste da compilare.
L’indispensabile protocollo da seguire di questi tempi mentre i miei
ragazzi fremevano per ricominciare, contenti di essere nuovamente al
campo. Il pallone non era l’attrazione principale, la cosa più
importante era essere tornati alla nostra realtà.
Il programma dell’allenamento è stato abbastanza simile a quello dello
scorso anno, esercizio dei passaggi compreso, ma qualche giro di
campo in meno. Abbastanza simile perché è mancata la parte più
importante, quella degli abbracci.
Torneremo anche a quella, sicuro che ci torneremo. Per ora mi
accontento degli abbracci con i sorrisi dei miei giocatori, sorrisi che si
vedono anche sotto la mascherina.

[La Special Onlus è una scuola calcio e un centro d’avviamento allo sport per
atleti con disabilità intellettiva, mentale e relazionale. Un progetto di
integrazione tra il cosiddetto “mondo normodotato” e quello delle persone
diversamente abili, in uno scambio reciproco di esperienze ed emozioni.]

 

 

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