Gli strumenti di osservazione

Abbiamo visto nell’articolo del 09 novembre 2020 l’importanza di avere un’ottima capacità di osservazione, ma ci siamo lasciati con un quesito molto concreto: quali sono gli strumenti che ogni educatore, istruttore, allenatore può avere a disposizione per utilizzare al massimo la propria capacità di osservazione?

In genere, lo strumento più utilizzato, è la classica scheda.

Spesso si parla delle schede come strumento troppo semplice, antiquato e banale, per cui non tutti sono concordi nell’utilizzo di questo strumento, non comprendendone il valore intrinseco.

In base alla progettazione o all’obiettivo da osservare, occorre predisporre una scheda organizzata in maniera tale che sia utile ed efficace, raccogliendo più informazioni utili possibili.

Coloro che non utilizzano questo strumento, sono osservatori che ritengono che la propria memoria sia uno strumento comunque sufficiente: è solo un’illusione.

La nostra memoria è sicuramente molto potente e molto vasta, ma comunque limitata.

E’ provato da diversi studi scientifici che tutto ciò che noi possiamo osservare in una situazione dinamica e che riguarda attività motorie e sportive, in realtà ciò che ricordiamo alla fine dell’evento è soltanto una piccola parte che corrisponde all’esatta realtà.

Il rischio è di portare un’osservazione oggettiva a soggettiva, e quindi influenzata dall’osservatore.

Ricordiamo che l’osservazione deve essere un’abilità che deve essere allenata, attraverso stimoli esterni ed interni all’osservatore.

Non si tratta di una capacità innata, la stessa deve essere frutto di ricerca e sviluppo, con lo scopo di aumentare il livello di profondità e di qualità dell’osservazione stessa.

Proprio attraverso l’allenamento, si deve quindi creare un’abitudine nel comportamento dell’osservatore e che la stessa deve essere considerata come un’abilità nel proprio bagaglio che deve essere sempre pronta e a disposizione.

Inoltre, la capacità di osservazione si può allenare in un contesto reale e dinamico, come avviene per tutte le abilità dei nostri atleti.

Occorre considerare come strumento attivo questa attitudine come elemento coadiuvante la didattica, senza mai separarli tra di loro.

Semplicemente, Alleno e osservo, e non o alleno o osservo.

Infine, si può sempre valutare l’osservazione quale mezzo di verifica del proprio intervento didattico per una più corretta, attenta ed efficace riprogrammazione delle attività.

Questo, per consentire l’ottenimento di un feedback su quanto proposto, sull’esito e sulla valutazione della propria programmazione.

Riassumendo, gli strumenti di osservazione che abbiamo citato sono:

  • La scheda;

  • Abitudine;

  • Allenamento e stimolazione;

  • Elemento coadiuvante la didattica;

  • Ottenimento di feedback.

Lo sviluppo della capacità di osservazione attraverso questi strumenti ci consente di scegliere, valutare e prevede quanto applicato, soluzioni alternative e innovative che ci permettono di ottenere risultati migliori in termini di tipo gestionale, didattico, tecnico o relazionale.

Il fine dell’osservazione è quindi quello di essere presenti in ciò che si sta facendo, nel momento in cui si compie e nel luogo dove ci si trova.

Concludiamo effettuando una piccola riflessione, su quattro domande, dove ogni addetto ai lavori può ottenere un proprio feedback:

  • Cosa osserviamo?

  • Come osserviamo?

  • Dove osserviamo?

  • Quando osserviamo?

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