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Il biennio formativo

Qual è la vita media di un allenatore in una squadra di settore giovanile o nell’attività di base? Per quanti
anni è auspicabile che un allenatore segua i suoi allievi?
La risposta ce la fornisce la consuetudine: 2 anni.
Questo arco temporale, probabilmente corretto (o forse no?), è scandito anche dalle categorie del calcio
giovanile, a patto di compiere un percorso completo: 2 anni per i primi calci, 2 anni per la categoria pulcini,
2 anni con gli esordienti, 2 anni di giovanissimi, 2 anni per gli allievi e perfino 2 anni con l’anticamera delle
prime squadre: la categoria juniores.
Poniamoci alcune domande:
• In questo arco temporale, un allenatore riesce a comprendere bene i meccanismi che regolano il
suo gruppo?
• È possibile conoscere a fondo le sfaccettature e le capacità di apprendimento del singolo
individuo, in modo tale da fornire il miglior insegnamento possibile?
• Perché, nella scuola, i genitori si lamentano quando gli studenti cambiano troppo spesso
insegnanti nell’ambito di un ciclo di istruzione?
• Con un periodo di tempo più lungo, c’è il rischio che i ragazzi e l’allenatore si adeguino gli uni
alle richieste dell’altro. E’ da considerarsi un aspetto negativo? La motivazione verrebbe meno?
• Nella scuola primaria, a prescindere dalla presenza del maestro unico o prevalente (sembra che
a breve scomparirà), il team di docenti lavora per un ciclo di 5 anni. Giusto?
Ognuno di noi ha le proprie risposte.
Forse, un team di allenatori (2-3 per un gruppo di 15-20 allievi) in grado di ben relazionarsi l’uno con
l’atro, può pensare di portare un gruppo di piccoli amici, fino al calcio a 9. Certamente un responsabile,
soprattutto a livello organizzativo deve essere sempre individuato; sul campo, però, le diverse esperienze di
ciascun Mister possono essere importanti anche in un periodo di tempo più lungo in modo tale che ogni
allievo possa trarre più esperienze possibili dall’interazione tra e con e gli allenatori.
E se l’allenatore è da solo?
Per quanto tempo può allenare lo stesso gruppo di ragazzi? Beh, il lato affettivo è preponderante nella
crescita del bambino. Se due anni possono essere forse pochi nell’attività di base, a partire dall’agonistica,
probabilmente, il biennio è la soluzione più equilibrata.